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In alternativa allo zucchero…una lista di opzioni!

In alternativa allo zucchero bianco (saccarosio) possiamo utilizzare altri dolcificanti, soprattutto di derivazione naturale, alcuni più conosciuti di altri: mentre lo zucchero è raffinato e non apporta nessun nutriente oltre alle calorie, quasi tutti i prodotti in questa lista hanno delle proprietà extra che li rendono in qualche modo un’opzione migliore.

Una premessa sullo zucchero e la salute

Ogni glucide ha un potere cariogeno più o meno forte, perché i batteri proliferano grazie agli zuccheri: utilizzare un sostituto del normale zucchero bianco non significa poter trascurare l’igiene orale, anzi! Alcuni prodotti hanno, però, delle proprietà benefiche che li rendono comunque da preferire rispetto al saccarosio. Una regola d’oro è quella di bere acqua dopo aver assunto dolci o prodotti dolcificanti, così da permettere un primo “lavaggio” delle particelle che rimangono attaccate alla superficie dei denti. Appena possibile bisognerà poi procedere con le consuete manovre di igiene domiciliare.

Alternativa allo zucchero: i nostri consigli

1. Miele

L’alternativa allo zucchero per eccellenza è il miele. Questa sostanza deriva dall’elaborazione del polline effettuata dalle api. Ha proprietà antibatteriche e antinfiammatorie, quindi può essere d’aiuto nel caso di gengivite e anche nel combattere l’azione della placca. Essendo una sostanza molto appiccicosa, però, è necessario lavare bene i denti dopo l’assunzione. Quando possibile, lo si può diluire leggermente con un altro liquido.

2. Stevia

La stevia rebaudiana è una pianta sudamericana dalla quale viene estratto il glicosite steviolico.

Al contrario del miele, è priva di calorie, non danneggia la salute dei denti e può essere utilizzata anche da chi soffre di diabete, ma il suo retrogusto amarognolo ad alcune persone proprio non piace! Inoltre, la stevia che si utilizza nei cibi è, di fatto, un estratto chimico che non apporta quindi nessun nutriente.

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 3. Sciroppo d’acero

Tradizionalmente utilizzato soprattutto in nord America,, lo sciroppo d’acero ha ormai ampio commercio anche da noi. Come il miele, ha molte proprietà. Può inoltre essere consumato anche da chi segue una dieta vegana. Attenzione, però, ai componenti! Dato il suo livello di dolcezza più basso dello zucchero, spesso vi vengono aggiunti glucosio o fruttosio extra.

 4. Sciroppo d’agave

Similmente allo sciroppo d’acero, quello d’agave viene estratto dall’omonima pianta. Molto simile al miele, è ricco di fruttosio e va quindi consumato con moderazione, specialmente da chi soffre di disequilibri nella glicemia.

 5. Zucchero di cocco

Estratto dai fiori del cocco, questo dolcificante è lavorato a mano ed è quindi abbastanza costoso. Contiene buone dosi di magnesio e zinco e il gusto è simile a quello del caramello. Come lo sciroppo d’agave, anche lo zucchero di cocco contiene molto fruttosio.

6. Xilitolo

Lo xilitolo è un carboidrato idrogenato anche chiamato “zucchero di betulla”. Si trova naturalmente, oltre che nelle betulle, in alcune verdure come il cavolo o nelle bacche; per l’uso alimentare viene prodotto industrialmente mediante trasformazione delle fibre vegetali. In generale, ha un apporto calorico più basso del saccarosio, ma è privo di nutrienti. Uno studio dell’Iranian Journal of Microbiology ha osservato come lo xilitolo aiuti a ridurre i batteri nocivi presenti nel cavo orale, senza intaccare quelli utili.

Vale la pena, quindi, utilizzare un’alternativa allo zucchero bianco?

Ci sono molti dolcificanti che si possono utilizzare in alternativa allo zucchero, che differiscono in termini di apporto calorico, gusto, digeribilità. 

La scelta migliore è comunque sempre quella di limitare il più possibile il consumo di sostanze dolcificanti. 

Modificando le abitudini si modificano anche i gusti: cercando di limitare l’uso di zucchero (mezzo cucchiaino invece di uno intero, ad esempio!) ci si abitua un po’ alla volta a sapori leggermente diversi ma che, di fatto, sono molto meglio per la salute!

Ricorda che la salute orale va sempre tenuta sotto attenta osservazione, mediante due sedute di igiene orale professionale all’anno e richiedendo una visita ogni qualvolta ci siano dolore o sensazioni anomale!